L'azione cattiva in realtà non è mai voluta!


L’azione cattiva, direttamente come tale, in realtà non è mai voluta. Il linguaggio ne ha un fine sentore quando dice che, compiuto l’atto malvagio, “la coscienza si desta”. Perchè si desta la coscienza? Perchè soltanto allora l’azione cattiva affiora nella consapevolezza: sale e diventa cosciente. Nel momento in cui veniva compiuta, nella consapevolezza stava l’altro aspetto, il movente dell’azione cattiva. La cattiva azione non sta nella volontà; anche il significato del rimorso sta nel fatto che la persona che si pente si rende conto di come si sia lasciata intorbidare la coscienza nel momento in cui ha compiuto l’atto malvagio.


Dobbiamo sempre tener chiaramente presente che chi compie una cattiva azione, nel momento in cui la compie ha una coscienza oscurata, abbassata, e che quindi è questione per lui di acquistare una coscienza ben chiara per un altro caso simile. Il significato della punizione sta nel suscitare nell’anima delle forze atte a tener desta la coscienza anche nei casi i quali solitamente ne provocano l’oscuramento.