Conoscenza dell’umanità e sentimento di unione con l’intero universo, ci conferisco equilibrio


Questo è il dissidio dell’uomo moderno. Egli deve essere libero, vale a dire: deve trovare in se stesso gli impulsi del suo essere e del suo agire. Se però volesse sapere da dove debbano venire gli impulsi del suo agire, troverebbe il nulla; interiormente è un essere vuoto. Era necessario arrivare a ciò, ma è anche necessario che l’umanità moderna riesca a superare tale stato. Infatti nella libertà ci si luciferizza se non si trova un equilibrio, e nella scientificità moderna ci si arimanizza se non si raggiunge uno stato d’equilibrio.

Come si raggiunge uno stato d’equilibrio? Qui dobbiamo accennare a quella che si potrebbe chiamare “la regola d’oro della moderna scienza dello spirito orientata in senso antroposofico”. La scienza in sé è buona; era necessario che raggiungesse questo grado di evoluzione. Tuttavia ha bisogno di un completamento. Richiede la conoscenza dell’uomo che solo la scienza dello spirito può portare. Non è una conoscenza dell’uomo quella che lo seziona prendendone il cervello, il fegato, lo stomaco e il cuore; in tal modo si ottiene quel che troviamo anche nel mondo animale, soltanto in una forma un po’ diversa. Tutto ciò in realtà non ha alcun valore per la conoscenza dell’uomo come tale. Solo quel che su di lui si consegue in base alla scienza dello spirito ha un valore per la conoscenza dell’essere umano. Nell’istante in cui sappiamo che il nostro io reale è radicato nella volontà, che tale io colmo di volontà rappresenta anzitutto la nostra vera spiritualità terrena, che quest’ultima afferra nell’elemento terreno il metabolismo come tale, abbiamo un primo punto d’appoggio per studiare la specificità del metabolismo umano nell’organismo. Dallo spirito si giunge ad afferrare la corporeità umana. Se si impara a conoscere il sistema ritmico, il modo in cui questo si imprime nell’organizzazione dei processi della respirazione e della circolazione, si cessa di credere che il cuore sia una pompa che spinge il sangue nell’organismo come un liquido qualunque. Si apprende allora che lo spirito interviene nella circolazione sanguigna, che dunque il ritmo, afferrando il metabolismo, la determina e poi forgia il cuore mediante il circolo sanguigno nel corso dello sviluppo umano, già durante lo sviluppo embrionale. Il cuore pertanto è formato dalla circolazione sanguigna, ossia dallo spirito. Si apprende come il processo di demolizione metabolica sia causato dalla ! vita di rappresentazione, nel sistema neuro-sensoriale, e sii impara che il nervo è un residuo della vita di rappresentazione. Allora si comprende che l’uomo non può essere compreso come l’animale, perché nell’animale le cose sono molto diverse!

Il materialista si figura all’incirca che sia il nervo a produrre la rappresentazione. No, non è così in realtà. In realtà accade che la vita di rappresentazione nel suo procedere distrugga la materia organica, creando in un certo I senso un tracciato di scorie lungo il percorso del nervo. La vita di rappresentazione produce una sedimentazione, qualcosa come un’escrezione dell’organismo. Il nervo è organo escretore della vita di rappresentazione.


Nell’epoca materialistica si è usato un paragone materialistico, dicendo che il cervello trasuda pensieri più o meno come il fegato la bile . È un assurdità, essendo vero il contrario, e cioè che il cervello è una sedimentazione prodotta dai pensieri, naturalmente sempre rinnovata, in quanto esso è ricostituito di continuo dall’organismo del metabolismo. Lo scienziato moderno sulle prime non verrà a capo di nulla, dal momento che dirà che è così anche nell’animale, il quale ha un cervello, degli organi e così via.

Proprio qui però si rivela che non ci conosciamo; infatti, chi parla così dell’uomo e dell’animale commette lo stesso errore che commetterebbe il legislatore che. ordinasse di portare nelle trattorie i rasoi di tutti i barbieri di un certo posto, in quanto, collegando egli al coltello solo l’idea del cibo, ne deduce che uno strumento di una data forma debba servire a un unico scopo. È importante riconoscere che gli organi che si presentano nell’uomo hanno una funzione del tutto diversa negli animali, e che per questi ultimi l’intero modo di pensare da me or ora esposto non ha lo stesso senso, almeno nelle sue linee fondamentali. Proprio la conoscenza dell’origine spirituale degli organi materiali umani è importantissima, poiché ciò che conta è la concreta conoscenza di sé. A nulla valgono tutte le chiacchiere e le fantasticherie di misticismi fondati ancora oggi sull’affermazione che l’uomo debba afferrare se stesso nell’interiorità, perché ciò non porta a una reale autoconoscenza, ma soltanto a un senso di benessere interiore. È necessario seguire con diligenza costante il modo in cui i singoli organi umani acquisiscono forma plastica dallo spirito. La scienza reale deve essere fondata sulla base dello spirito. Si deve in un certo senso riplasmare l'uomo, così come ci appare, sulla base dello spirito. Questa è una cosa.


Possiamo pertanto dire che mentre oggi l’umanità vive cosi come vive, cioè facendosi formulare d’autorità le scienze dalle varie istituzioni, nei mondi spirituali già s’impone un sacro precetto: la scienza esteriore deve essere completata dalla scienza della conoscenza dell’uomo. L’umanità sarà infelice se accoglie soltanto scienza esteriore. Nei tempi antichi esistevano i misteri per impedire che agli uomini si avvicinasse quel che per loro era nocivo. Ciò non si accorda con lo spirito dell’umanità moderna, per cui i suoi rappresentanti consapevoli devono procurare quel che prima era procurato da autorità esterne. L’umanità, attraverso le personalità che capiscono qualcosa di tali temi, deve impedire che le singole scienze stendano la loro ombra, opponendo ad essa, dalla quale l’umanità sarebbe oscurata, la luce della reale, vera e concreta autoconoscenza umana. Le scienze prive di autoconoscenza umana sono nocive perché arimanizzano l’umanità. Le scienze con la controimmagine del-l’autoconoscenza sono un bene per l’umanità, poiché la conducono davvero dove essa dovrà arrivare nel prossimo avvenire. Non può esserci scienza che non faccia in qualche modo riferimento all’uomo. Non può esserci scienza che non sia seguita fino nel più profondo dell’interiorità umana, dove soltanto assume un vero significato.

Grazie alla reale e concreta autoconoscenza si consegue l’equilibrio di cui le scienze ci hanno privato. Per lo più all’uomo odierno non interessa sapere che genere di essere egli sia nel mondo. Quando vuole essere assai profondo parla a vanvera di se stesso come di un piccolo dio o cose simili, senza avere una chiara idea del divino; poco gli importa di sapere come la sua specifica figura umana abbia acquisito la propria forma dall’intero universo.

La vita sociale luciferizza quando porta alla pretesa della libertà all’interno di ciò che è diventato il nulla. L’uomo per se stesso non sarà il nulla se perverrà a una reale autoconoscenza; infatti allora saprà come all’interno della sua pelle l’intera compagine cosmica ricrei la propria immagine, come ogni uomo porti dentro la sua pelle un risultato dell’intero universo. Nella vita sociale l’impulso alla libertà viene riportato all’equilibrio se conosciamo l’elemento spirituale che è alla base dell'universo, se superiamo la pura osservazione materiale del mondo che è caratteristica dell’evoluzione conoscitiva degli ultimi secoli.

Abbiamo perduto l’uomo. Il mondo esteriore è diventato privo dell’uomo. Nell’astronomia osserviamo il sole, i pianeti, le stelle fisse, le comete; per noi sono oggetti che attraversano lo spazio. Cerchiamo le loro leggi cinetiche. In ciò nulla vi è di umano. Leggiamo invece La scienza occulta, tentando di condurre davanti all’anima la descrizione dell’evoluzione cosmica che vi è contenuta. Quando leggiamo dell’antico Saturno* non troviamo la descrizione che ne fa l’astronomo moderno, bensì subito ciò che appare come prima impostazione dell’uomo. Nella descrizione di Saturno vi è in pari tempo tutto ciò che era presente come prima impostazione dell’umanità in quel periodo evolutivo. Assieme alla storia dell’evoluzione cosmica seguiamo tutta l’evoluzione umana. Mai vi troviamo un mondo senza l’uomo. Vi troviamo descritto, grado per grado nell’evoluzione cosmica, ciò che noi stessi siamo.

Qual è la conseguenza? Se esaminiamo gli antichi stati nebulosi descritti dalla scienza moderna, che si addensarono dando origine al mondo odierno, ove però l’uomo non può essere trovato, in realtà nulla abbiamo di umano; tutto rimane soltanto intellettualistico. Vi apprendiamo qualcosa che può interessare la nostra testa, ma che non ci afferra nella nostra totalità. L’essere umano completo può essere afferrato solo da una conoscenza che già lo contenga. L’uomo moderno, per la sua pigrizia, non è abituato a sviluppare anche sentimenti e impulsi volitivi quando accoglie qualcosa in sé. È per pigrizia se, studiando l’evoluzione da Saturno, Sole, Luna e così via fino alla Terra, studiando poi la prospettiva futura, l’uomo non trova che la vita stimoli i suoi sentimenti, sebbene tutto sia espresso in concetti chiari, se non sente di essere inserito nel mondo, di essere unito alla totalità dell’universo, di sperimentarsi tutt’uno con esso.

Il sapersi tutt’uno con l’universo distingue la conoscenza del mondo che deriva dalla scienza dello spirito antroposofica dalla visione del mondo che oggi è usuale. Ma lasciamo che ciò si riversi negli uomini del nostro tempo, ai quali manca, lasciamo che essi siano pienamente consapevoli dell’appartenenza all’universo intero, e potrà formarsi il clima sociale che farà progredire l’umanità. Invece quel che si è sviluppato e che poteva condurre a pretendere la libertà, ma senza fornire all’uomo alcun sentimento di responsabilità, ha fatto si che l’umanità creasse il caos nel quale viviamo proprio adesso. La luciferizzazione può essere impedita solo se gli uomini riconosceranno la loro posizione nell’universo, se ne coglieranno non solo l’elemento fisico, il dato sensibile, ma anche quello spirituale, se si sentiranno spiriti nello spirito dell’universo. Dall’essere colmi del nesso tra l’uomo e il mondo spirituale deriva anche il vero sentimento sociale, fluisce ciò che è necessario sulla terra per fecondare anche la vita sociale.

Di nuovo possiamo dire: la vita sociale moderna, che ha apportato agli uomini la sensazione della libertà, conduce anzitutto alla luciferizzazione. Anche se gli uomini del presente nulla ne percepiscono, tuttavia nel mondo spirituale, nel quale siamo pur sempre inseriti, si impone ancora una volta un sacro precetto che ci parla: non lasciate l’impulso alla libertà privo di sentimento cosmico! Come la conoscenza umana deve aggiungersi alle scienze esteriori; così il sentimento cosmico deve aggiungersi a ciò che si è sviluppato nella vita sociale nei tempi recenti.


Queste due cose, conoscenza dell’umanità e sentimento di unione con l’intero universo, ci conferiscono equilibrio. Potremo trovarlo se comprenderemo davvero il mistero del Cristo nel senso più moderno, così come ce lo può dare la conoscenza dello spirito antroposofica. Infatti, in essa parliamo del Cristo come di un essere cosmico, sceso sulla terra da immensità cosmiche. Apprendiamo una sensibilità cosmica e dobbiamo solo tentare


Rudolf Steiner

O.O. 203 - La responsabilità dell'Uomo per l'Evoluzione del Mondo

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