Il singolo e l'universo


Il mondo delle idee è la scaturigine e il principio di ogni essere. Vi sono, in esso, infinita armonia e beata quiete. L’essere che non fosse illuminato dalla sua luce sarebbe un essere morto, inconsistente, che non avreb­be parte alcuna nella vita dell’universo. Solo ciò che deriva la propria esistenza dell’idea significa qualcosa nell’universale albero del creato. L’idea è lo spirito in sé chiaro, a sé bastante in se stesso e con se stesso. L’individuo deve avere in sé lo spirito, altrimenti cade come una foglia secca da quell’albero, ed è esistito invano.


L’uomo in ogni caso, nel destarsi alla sua piena coscienza, si sente e si riconosce come essere singolo. Ma sente al tempo stesso, piantato entro di sé, l’anelito verso l’idea. Questo anelito lo sprona a superare la pro­pria singolarità e a ravvivare in sé lo spirito, a confor­marsi allo spirito. Tutto ciò che è legato al suo ego, tutto ciò che fa di lui questo determinato, singolo esse­re, l’uomo deve sopprimerlo in sé, deve rimuoverlo da sé, poiché è questo ciò che oscura la luce dello spirito.


Ciò che proviene dalla sensualità, da istinto, bramosia, passione, ciò solo vuole questo individuo egoistico. Onde l’uomo deve estinguere in sé questo