L'importanza del prendere nota delle esperienze del sovrasensibile


La conoscenza spirituale afferra l'uomo nel suo complesso. Il sapere ordinario afferra solo la testa, l’intelletto, e cioè quel che in fondo si comporta in maniera assai neutrale nei confronti del diretto sperimentare personale. Noi sappiamo anche come affaticando solo il capo tutto il rimanente sia un'aggiunta. Certo, per arrivare a talune cose dell'odierna conoscenza bisogna faticare molto. Parecchi sanno parlare dello studiare che essi spesso interrompono perché non è piacevole. Ma quel che si affatica per la conquista del sapere ordinario non è l’uomo nel suo complesso. Se però si penetra nella vera conoscenza del mondo soprasensibile nel modo prima indicato, si ha l'impressione che lavorando solo con l'intelletto, con ciò che ha quale organo il capo, la conoscenza spirituale si volatilizzi come i sogni, si volatilizzi sia nelle grandi linee sia nei particolari.


Succede veramente che quando si arriva a penetrare nel mondo spirituale, a oltrepassare quello che vien chiamato il « Guardiano della soglia » del mondo spirituale, si sperimenta una gran difficoltà, non riguardo al contenuto conoscitivamente raggiunto perché quello è molto reale, ma si ha una gra