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La Legge del Destino, malattie ed i risvolti nel materialismo



Oggi parleremo delle esperienze umane nel mondo fisico in quanto esse siano conseguenza di vite precedenti. Innanzitutto bisogna far rilevare che la vita risulta determinata non soltanto da precedenti incarnazioni, ma anche dalla vita presente, sia pure in piccola parte. Nella scienza dello spirito si chiama “legge del karma” il fenomeno col quale abbiamo ora a che fare e che concerne i rapporti fra passato, presente e avvenire dell’uomo. Si tratta della vera legge del destino umano. In ogni singola vita si manifesta solo un caso speciale della grande legge cosmica, perché la legge del karma è una legge cosmica generale; la sua validità per la vita umana ne è soltanto un caso particolare. Ogni volta che ci occupiamo del rapporto fra una qualsivoglia situazione precedente e i suoi effetti, pensiamo già nel senso della legge citata.


L’avvenire di un uomo è determinato dal suo passato, e poiché la sua intima essenza non è limitata a una sola incarnazione, ma ne attraversa diverse, quel che gli capita in una vita ha la sua causa in una vita precedente.


In questo campo si possono fare le più diverse osservazioni. Per il mondo astrale è molto differente esprimere un pensiero vero o uno menzognero. Un pensiero si riferisce di solito a una cosa determinata, ed è vero se corrisponde alla cosa stessa. Quando accade per esempio un fatto qualsiasi, esso ha il suo effetto nei mondi superiori; se poi qualcuno racconta il fatto in modo vero, dal narratore si espande una figura astrale che si unisce con quella che muove dal fatto stesso; le due figure si rafforzano, e le forme così rafforzate servono a rendere il mondo dello spirito sempre più articolato e ricco di contenuto, quale l’umanità ha bisogno che sia per poter progredire. Se si racconta invece il fatto in modo menzognero, non corrispondente alla realtà, il pensiero del narratore si incontra con quel che esce dal fatto stesso, e le due figure cozzano una contro l’altra, distruggendosi reciprocamente. Distruzioni del genere, causate da menzogne e simili ad esplosioni, agiscono come un’ulcerazione che di strugge l’organismo. Le menzogne uccidono dunque le formazioni astrali che sono sorte e debbono sorgere, arrestando o distruggendo così una parte dell’evoluzione. Chi in effetti dice la verità porta avanti l’evoluzione dell’umanità, mentre chi mente la ostacola.


La scienza dello spirito ci mostra che non siamo isolati, ma che i nostri pensieri producono continuamente forme che adombrano il mondo devacianico e lo attraversano con le più diverse sostanze ed essenze. Le quattro parti del mondo devacianico, la continentale, l’oceanica, l’atmosferica e quella delle idee originali, sono continuamente influenzate dai pensieri e dai sentimenti degli uomini. Le regioni superiori, nelle quali agisce la cronaca dell’akasha, sono influenzate dalle nostre azioni. Gli avvenimenti esterni si rispecchiano sino nella più alta regione del devacian, che abbiamo chiamato mondo della ragione.


Possiamo così capire come nella discesa per una nuova incarnazione l’uomo si formi e componga di nuovo il suo corpo astrale. I suoi pensieri e i suoi sentimenti si erano inseriti durevolmente nel mondo astrale lasciandovi molte tracce. Se aveva pensato in modo veritiero, quelle tracce gli costituiranno un corpo astrale buono. Il temperamento, e quant’altro era stato inserito nel devacian inferiore, gli forma invece il nuovo corpo eterico. Infine, le azioni compiute agiscono dalla più alta parte del devacian, dove si trova anche la cronaca dell’akasha, per fissare e indirizzare il corpo fisico, dato che là si trovano le forze che spingono l’uomo verso un luogo determinato.


Tutte le nostre esperienze esteriori, che non ci abbiano particolarmente toccato nel nostro intimo, agiscono nella prossima incarnazione sul nostro corpo astrale e attirano sentimenti e pensieri corrispondenti.


Dipende così da noi avere nel corpo fisico predisposizioni alla salute o alla malattia; basta estirpare le cattive tendenze, per prepararsi nella prossima vita un corpo buono e forte.


Si possono osservare questi fenomeni fin nei particolari, e si vede allora che la bramosia di guadagno, tutta tesa ad accumulare denaro, già divenuta parte del carattere, porta nel la prossima vita a una disposizione per le malattie infettive nel corpo fisico. Si possono constatare casi del genere quando, da una decisa tendenza alle malattie infettive, si risale a una precedente bramosia di guadagno che già avesse messo radici nel corpo eterico. Invece la tendenza obiettiva entro l’umanità a non tenere nulla per sé, a lavorare per la comunità, con espressa inclinazione ad agire per il bene comune, questa tendenza nel corpo eterico favorisce nella prossima vita una speciale forza contro le malattie infettive.


Malattie sopportate si trasformano spesso, nella vita successiva, in una particolare bellezza fisica; la bellezza fisica umana è stata spesso conquistata attraverso malattie nella vita prece dente. Questo è il nesso fra la bellezza e le menomazioni del corpo, dovute sia a malattia, sia a cause esterne.


La vita procede dunque dall’interno verso l’esterno: la gioia, il dolore, il piacere e il dispiacere viventi nel corpo astrale, riappaiono poi nel corpo eterico; le tendenze e le passioni durevoli radicatesi nel corpo eterico, riappaiono a loro volta nel corpo fisico come disposizioni; quanto infine si fa servendosi del corpo fisico, riappare esternamente come destino nella successiva incarnazione. Il lavoro del corpo astrale diventa destino di quello eterico, e questo a sua volta destino del corpo fisico; le azioni del corpo fisico ritornano infine, come effetti esterni e in realtà fisica, nella successiva incarnazione.


Fra nascita e morte l’uomo è di continuo posto in con dizioni simili dalle forze che lo circondano animicamente da ogni lato; sono le potenze direttrici della sua vita. Vediamo quindi che portiamo sempre in noi gli effetti di vite precedenti e che sperimentiamo continuamente le conseguenze di precedenti incarnazioni.


Deve esserci ben chiaro che durante tutta la vita siamo guidati da potenze che neppure conosciamo. Si tenga presente che nel corpo astrale, in quello eterico, e anche nel fisico, si avverto no gli effetti di altre entità, dato che nulla nasce dal nulla. Realmente le diverse parti della natura umana sono sempre compenetrate e riempite da altre entità; il maestro iniziato fa fare perciò appositi esercizi per espellerle, affinché il discepolo diventi sempre più libero.


Le entità che compenetrano il corpo astrale e non lo la sciano libero si chiamano “dèmoni”. Il corpo astrale umano è sempre compenetrato da tali dèmoni; le entità che noi stessi produciamo con pensieri veri o falsi, a poco a poco diventano dèmoni.


Gli “spettri” sono altre entità che compenetrano il corpo eterico e dalle quali bisogna liberarsi; infine ne esistono altre che compenetrano il corpo fisico e sono chiamate “fantasmi”. Oltre a queste tre, vi sono altre entità, gli “spiriti”, come è spirito fio, che sospingono l’io in ogni direzione. L’uomo è veramente il suscitatore di tali entità che determinano poi il suo destino, intimo ed esterno, quando egli ridiscende sulla Terra. Le medesime muovono il corso della vita, facendo sperimentare all’uomo quali dèmoni siano stati suscitati dal corpo astrale, quali spettri dal corpo eterico e quali fantasmi dal corpo fisico. Tutto ciò è in relazione stretta con l’uomo, tende verso di lui quando egli si reincarna.

L’uomo singolo, come parte di tutta l’umanità, dicendo la verità o la menzogna influisce su tutto il mondo; producendo dèmoni della verità o della menzogna, ottiene effetti del tutto diversi.

Vediamo cosi che le menzogne del passato riappaiono nel karma del mondo sotto forma di un determinato esercito di entità.


Abbiamo visto come cose esistenti nel corpo eterico agiscano sul corpo fisico nella vita successiva. Così l’attitudine, la tendenza a pensare in un modo determinato, agiscono sul corpo fìsico, e per l’incarnazione successiva non è quindi indifferente che l’indirizzo generale del singolo sia stato spirituale o materialistico. Chi sa qualcosa dei mondi spirituali, e basta anche la sola certezza della loro esistenza, nella vita seguente avrà un corpo fisico a posto, un sistema nervoso calmo, potrà dominare il suo corpo fino nei nervi. Invece un uomo per il quale è valido soltanto il mondo dei sensi, riversa questo atteggiamento sul corpo fisico, e nella prossima incarnazione ne avrà uno disposto alle malattie nervose, un corpo fisico irrequieto, senza un preciso centro di volontà. Il materialista si perde nei particolari, mentre lo spirito tiene unito, perché è esso medesimo unità.


Chi oggi non si sforza di approfondire il fenomeno religioso, contribuisce a pro durre il materialismo nella scienza. Il logorio nervoso prodotto dal materialismo agisce così su intere stirpi, su interi popoli, come pure sulla vita di singoli uomini.


Se la corrente spirituale non avrà tanta forza da raggiungere anche i pigri e gli indolenti, il nervosismo, vale a dire la conseguenza karmica del materialismo, avrà sempre più influenza sull’umanità, e come nel medioevo si sono avute epidemie di lebbra, in futuro, chiamate dai princìpi materialistici, dilagheranno malattie nervose, epidemie di pazzia che colpiranno popoli interi.


Rudolf Steiner

O.O. 99 - La Saggezza dei Rosacroce

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