Se ci si potesse avvicinare al Sole, vi si scoprirebbe ciò che potremmo considerare uno spazio vuoto


Ho fatto presente che in tutte le antiche concezioni del mondo si parlava di una triplicità del Sole, di quel Sole che viene percepito dai sensi fisici come un globo luminoso sospeso là fuori nello spazio. Dietro questo Sole gli antichi sapienti vedevano però il Sole animico — Helios per i Greci — e giusto dietro il Sole animico vedevano il Sole spirituale, che ancora Platone, ad esempio, identificava con il Bene. Per gli uomini d’oggi, in effetti, non ha alcun senso parlare di Helios, del Sole animico, o tanto meno de! Sole spirituale, del Bene. Ma come qui, fra la nascita e la morte, splende per noi il Sole fisico, così, nel tempo che trascorriamo fra la morte e una nuova nascita, risplende fin dentro il nostro io, se così posso dire, il Sole spirituale, quello appunto che viene identificato da Platone con il Bene. Con riferimento al tempo che intercorre fra la morte e una nuova nascita non ha alcun senso parlare del globo luminoso di cui parla la nostra odierna concezione materialistica del mondo; fra la morte e una nuova nascita ha senso soltanto parlare del Sole spirituale, di ciò che Plat