La relazione fra Sole e Luna nel periodo Pasquale


Rimane incerto quanti siano i cuori che in questo giorno, nell’Europa occidentale, sentono ancora così tanto il nesso tra la sfera animico-spirituale e quella divino-naturale, da accorgersi che quest’anno la festa è così anticipata da coincidere col tempo in cui dal seno della nostra madre Terra spuntano i freschi ger­mogli dell’anno, e nella vita umana entra la primavera. Tre gior­ni che di solito sono fra loro distanziati sono quest’anno uniti, come fra loro condensati. Il giorno della Pasqua è la prima do­menica che segue la Luna piena che a sua volta viene dopo l’inizio della primavera, il 21 di marzo. Tre giorni, che possono es­sere relativamente distanti l’uno dall’altro, quest’anno si susse­guono: l’inizio della primavera l’altro ieri, Luna piena di prima­vera ieri, domenica di Pasqua oggi.


Per chi si addentri nella co­noscenza spirituale del mondo, in anni del genere si presenta nell’universo una scrittura del tutto speciale, e proprio nel gior­no di Pasqua di un tale anno si addice in modo particolare, al­l’anima che anela ad imparare a sentire i segreti spirituali dell’u­niverso e del divenire del tempo, imparare a sentire ciò che dev’essere inscritto nella nostra evoluzione umana terrena con questa festa di primavera.


Chi conosce la relazione fra Sole e Luna, sa come la si pos­sa apprendere ricercando in una scrittura occulta l’azione con­ giunta di Sole e di Luna sulla Terra; egli conosce pure il profon­do mistero esistente fra il Cristo, spirito della Terra, e l’altro spi­rito che indichiamo con la parola Jahvè o Jehova. Chi conosce il nesso fra il Sole e la Luna, ode un suono rivelatore e compren­de la leggenda del Paradiso, della caduta dell’uomo e della sua tentazione da parte di Lucifero, delle parole di Dio risonanti in giustificata condanna. Chi cerchi di comprendere che cosa è contenuto fra le righe della mia Scienza occulta può intuire la relazione fra il mistero di Sole e Luna e l’altro mistero che di so­lito viene indicato come la tentazione di Lucifero e l’azione di Jahvè-Jehova.


Oggi vogliamo occuparci di più di come la scrittura nel co­smo del Sole e della Luna, col succedersi della loro azione sulla Terra dal venerdì santo al sabato santo, appaia all’occultista co­me un punto di domanda che viene posto in modo profondo e misterioso nell’universo spirituale. La risposta ci viene data que­st’anno dal diretto succedersi della domenica di Pasqua al saba­to della Luna piena di primavera; domenica di Pasqua che è il giorno del ricordo e il giorno della speranza, il giorno che ci ma­nifesta simbolicamente il mistero del Golgota. Molti segreti si nascondono nella natura fisico-sensibile che ci circonda; svelare quei segreti ci porta in certo qual modo sempre vicino al severo Guardiano della soglia. Anche il segreto della Pasqua è tale che per essere compreso richiede anzitutto una maturazione dell’a­nima, sebbene nel sentimento istintivo ciascuno possa sempre pregare per colmare l’anima quando all’inizio della primavera vien fatto seguire il giorno della fiducia nella Terra, il giorno del­ la redenzione e della resurrezione, la domenica di Pasqua.


Quando inizia la primavera e il Sole avanza verso la Terra in modo che la sua forza possa far spuntare dal seno della madre Terra i germogli delle piante, l’anima umana inizia a esultare co­ me se si trovasse nel chiarore del Paradiso, perché sa che nel co­smo si muovono forze che in un susseguirsi ciclico fanno magi­camente sorgere dalla terra ciò che è necessario per la vita esteriore e anche per la vita dell’anima, affinché l’uomo possa se­guire il corso dell’evoluzione terrestre dal suo inizio sino alla sua fine. Quando poi l’inverno copre il terreno con la sua coltre di ghiaccio, quando tutte le impressioni dell’inverno fanno risve­gliare il pensiero che un giorno la Terra sarà portata al decadi­ mento nell’universo, a uno stato di irrigidimento cosmico che la renderà incapace di ospitare ancora gli uomini, ogni nuova pri­mavera nell’anima umana risveglierà un altro pensiero: a te, o Terra, sin dall’inizio è stata sempre data nuova forza giovanile, una vita che sempre si rinnova; ti è dato di richiamare l’anima al giubilo interiore, ma anche al raccoglimento interiore. Allora, anche quando la fredda coltre di ghiaccio si dispiega sulla Terra, si legano nell’anima umana i pensieri pieni di speranza con il presagio di come la Terra, con le sue forze primaverili ed estive, potrà ancora a lungo portare gli uomini affinché trovino la pos­sibilità di sviluppare da loro stessi tutte le facoltà, tutte le forze interiori che sono predisposte in loro. Questo è l’interiore, rive­rente giubilo dell’anima ad ogni rinnovarsi della primavera. Ne deriva che l’anima si sente colma della speranza che la Terra pos­sa continuare ad esistere e dare agli uomini la possibilità di svi­luppare appieno le loro forze.


All’anima umana può però anche porsi la domanda: saran­no in grado tutte le forze solari di superare tutte le forze dell’in­verno, o almeno di tenerle in equilibrio? non agiranno forse le forze dell’inverno in modo tanto forte da portare la Terra stessa all’irrigidimento prima che l’anima umana possa compiere la propria piena missione terrena? riuscirà l’estate a equilibrare l’inverno? la primavera avrà sempre la sua necessaria forza? So­no pensieri che forse non sorgono facilmente nelle anime che osservano soltanto la natura esteriore, che però sempre più de­vono giungere alle anime che possono immergersi nel vero con­ tenuto spirituale dell’universo, alle anime che cercano di deci­frare le grandi e poderose lettere con cui sono scritti nel cosmo i segreti universali.


Di fronte alla scrittura della lotta dell’inverno con l’estate, l’anima ne percepisce un’altra, che si vede nel nostro universo quando seguiamo la Luna compiere invisibile e visibile il suo misterioso corso. Oh, la luce della Luna! Si inserisce come una lettera enigmatica della scrittura universale nell’eterna parola creatrice della vita terrena. Questa luce, quando l’occultista cer­ca di comprenderla, gli ricorda anzitutto la voce di condanna di Jahvè in Paradiso dopo la tentazione di Lucifero; gli ricorda però anche il misterioso e meraviglioso fatto di come il Buddha espirò in un’argentea notte di Luna il suo spirito nell’universo cosmico. Che cosa ci dice la luce della Luna, che sta nel buio della notte come il sogno nel nostro sonno?


L’occultista sperimenta che dalle forze dell’azione solare, dalle forze del Sole che sempre rinnovano l’evoluzione terrestre, si distoglie sempre tanto, quanta luce solare viene riverberata dalla Luna piena.


L’anima umana vuole sognare nelle notti in­cantate dallo splendore lunare; l’occultista sa che vengono di­stolte tante forze di luce e di calore solare quante ne vengono riverberate sulla Terra dalla Luna piena.

Così la Luna piena è il simbolo costante di ciò che viene preso dal Sole. Quando ad ogni nuova primavera il Sole entra di nuovo con le sue forze nella vita terrena, l’occultista sa, per quanto la cosa sia poco rilevabile se osservata esteriormente, che ad ogni nuova primavera il Sole ha forze più deboli di quanto non ne avesse nella primavera precedente, e che delle sue forze vengono prese tante forze, quante la Luna piena ne ha fatto ri­splendere sulla Terra. Così è la Luna piena che ci appare dopo l’inizio della primavera: tanto piena di mistero e allietante l’ani­ma, ma in pari tempo seria ammonitrice riguardo ai fatti terre­ni e cosmici, poiché le forze del Sole ad ogni primavera scema­no, e l’uomo potrebbe non riuscire più a compiere nella sua mis­sione terrestre quel che compirebbe se al Sole non venissero sot­tratte quelle forze. Sentire questo fatto pone un poderoso pun­to interrogativo nel cosmo, punto interrogativo che induceva a riflettere gli antichi occultisti.


Essi si dicevano: noi guardiamo al Sole, i cui misteri Za­rathustra ci rivelò un tempo. Guardiamo alla Luna, i cui segre­ti hanno la loro più significativa espressione nella religione di Jahvè. Se guardiamo entrambi i segni celesti, sappiamo che l’a­zione congiunta del Sole e della Luna significa la decadenza del­ la Terra. Gli antichi occultisti vedevano però un punto dell’evoluzione terrestre nel quale dalla Terra stessa, nel colmo dei tempi, lo Spirito del Sole sarebbe nato nel corpo di Gesù di Naza­reth. Quando il Cristo morì sulla croce del Golgota e il Suo spi­rito si unì con la Terra, si ebbe nella vita terrestre l’evento co­smico che avrebbe creato una controforza per compensare le for­ze che la Luna sottrae al Sole, quando esso dal cosmo opera sul­ la Terra. Poiché lo spirito del Cristo ha dimorato in un’anima umana e da lì si è esteso a tutto il futuro corso dell’evoluzione terrestre, è stato creato un compenso per ciò che le forze della Luna sottraggono di continuo alle forze solari che penetrano nella Terra. L’anima umana comprende così la sua relazione con il cosmo, se ai giorni prescritti dal cosmo aggiunge in senso mo­rale e spirituale il terzo giorno, quello della morte e della risur­rezione sul Golgota. Quando le forze cosmiche progressive del Sole, che nella loro infinita bontà vogliono dare alla Terra sem­pre nuova vita, si avvicinano così tanto al severo spirito lunare, che a causa dell’essere di Lucifero e delle sue forze deve togliere forze al Sole (in quanto Sole naturale), allora ai due giorni l’a­nima umana può aggiungere come terzo giorno la Pasqua, qua­ le risposta morale e spirituale alla grande domanda cosmica. In modo magnifico essi sono uno accanto all’altro in un anno co­ me questo.


Il venerdì santo di quest’anno ci può ammonire in modo speciale con scrittura cosmico-occulta che sempre più ad ogni nuova primavera vengono tolte al Sole forze, e che la Terra potrebbe morire prima che l’anima umana abbia sviluppato tutte le sue forze. La Luna piena al sabato santo è un portentoso mi­stero! Su nel cosmo un segno poderoso, l’immagine del severo Jahvè che fa tuonare la sua voce in Paradiso, dove il peccato umano diffonde la conseguenza della tentazione; giù sulla Terra il simbolo della rinata forza terrena: il Cristo che riposa nel sepolcro! L’anima in grado di sentire occultamente è toccata nel profondo, quando proprio sul sepolcro pasquale, sul simbolo della discesa dell’impulso del Cristo nel corpo della Terra, si diffonde la grave, severa, argentea luce della Luna piena. A cui poi segue l’immagine del Sole risorto, del Sole risorto dall’anima umana: la domenica di Pasqua! Sentiamo dunque questa triade nella nostra anima, sentiamo il Sole cosmico seguito dal­ la Luna cosmica e dal Sole-spirituale, sentiamo in questa triade nella nostra anima il simbolo di come lo spirito superi la mate­ ria, di come la vita superi la morte, sentiamo che cosa ci può riempire se siamo nel nostro tempo occultisti nel vero senso del­ la parola, sentiamo come la forza che indichiamo quale impulso del Cristo possa diventare sempre più forte per l’uomo terreno, affinché egli impari sempre di più a sentire l’impulso del Cristo che si manifesta, e che in lui deve esistere affinché trovi la stra­da dalla Terra che muore ai gradini superiori dell’evoluzione del­ l’anima umana immortale, ossia vivente nell’eternità.

Rudolf Steiner

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