Solo riunendo le impressioni di destra e sinistra siamo esseri umani dotati di io!


Sarà compito degli uomini nel prossimo futuro penetrare, dal pensare anatomo-fìsiologico, nel pensare scientifìco-spirituale. In modo simile uno gnomo che abbia sempre vissuto sotto terra percepirebbe la verità, se potesse emergere alla superfìcie terrestre e vedesse come si producono le tracce impresse nella materia. Gnomi che scavano sotto la terra: questo sono in verità gli scienziati materialisti che si occupano solo dello spirituale presente nella materia, poiché anche la materia è qualcosa di spirituale. E l’umanità deve superare quel grosso shock che si produrrà quando questi gnomi, questi spiriti della terra, penetreranno nella regione dell’animico-spirituale.


Questo volevo premettere, per chiarire maggiormente la contraddizione da cui siamo partiti: e cioè che i golfi di Bothnia, Finlandia e Riga sono dei piani, delle superfici, e ciò nonostante io ne ho parlato come se fossero esseri o parti di una possente entità che si protende da ovest verso est.


Ora, vedete, voi parlate di voi stessi, d’abitudine, come di “esseri di spazio”, di esseri spaziali. Ed è giusto. Ma in realtà ciò che siete come esseri umani non lo siete in quanto esseri spaziali. Perché l’essere umano è qualcosa di completamente diverso da quanto si possa credere se si guarda solo alla maya esteriore, all’esteriore fantasmagoria. Qui egli appare in ogni caso come un essere che esiste nello spazio, che occupa spazio, che è racchiuso spazialmente dalla pelle. Ma in questo fatto sono celati tre problemi significativi, tre enigmi riguardanti la forma umana.


Il primo di questi problemi compare sotto ogni forma di enigma o di illusione. Continuamente veniamo ingannati dalla fantasmagoria della maya esteriore riguardo la nostra propria esistenza: le tracce di questa illusione si ritrovano nella scienza odierna, e precisamente in quei punti in cui essa si trova senza appiglio e formula ogni genere di ipotesi. Come mai, ad esempio, l'uomo ha due occhi e due orecchie e ciò nonostante non vede doppio e non sente doppio? Perché gli organi sono disposti in modo simmetrico e non sono presenti singolarmente, ma a coppie? Questa semplice osservazione costituisce già un grosso problema, un enigma per la scienza. E se scorrete la letteratura in proposito, troverete che molto è stato scritto sul perché vediamo con due occhi e udiamo con due orecchie.


L’uomo è organizzato in un certo senso grossolanamente, e ciò si esprime già talvolta nel linguaggio. Infatti, egli ha anche due “nasi”, ma essi sono cresciuti insieme così che non appare così evidente come per gli occhi e per le orecchie. Perciò non si parla “dei” nasi, ma “del” naso, anche se di fatto l’essere umano ne ha due e non uno, solo che è organizzato così grossolanamente da non rendersene conto. È in ogni caso un fatto, che nella percezione umana si esprima una simmetria globale: l’esistenza di una destra e di una sinistra. Se l’uomo non avesse due orecchie, due occhi, due nasi, di fatto non potrebbe nascere l’esperienza interiore dell’io. E per questo egli ha bisogno anche di due mani. Se battiamo le mani e percepiamo una mano con l’altra, già ha origine un’esperienza dell’io.

E' solo perché noi riceviamo queste due impressioni da sinistra e da destra e le riuniamo nel mezzo, siamo esseri umani dotati di io.

Ma facciamo qualcosa di molto simile anche nell’atto con cui riuniamo in un’unità le percezioni dei due occhi e delle due orecchie. Nell’ambito dell’attività sensoriale, noi percepiamo il mondo sempre da due lati: da sinistra e da destra. Altrimenti non potremmo esserlo. Se avessimo per esempio gli occhi in vicinanza delle orecchie e non potessimo mai congiungere i due campi visivi, resteremmo sempre un essere inglobato nell’anima di gruppo. Per essere un’entità dotata di io, dobbiamo far incontrare la destra e la sinistra sulla linea mediana. Noi portiamo a contatto nel centro tutto ciò che nell’ambito della percezione proviene da destra e da sinistra.


Immaginate che tutto, da destra e da sinistra, venga a confluire sulla linea mediana: è in questo piano che noi esistiamo veramente. Noi non siamo affatto nello spazio, ma in questo piano, in questa area. In verità, non siamo quell’essere umano esteso nello spazio che crediamo, ma siamo un essere planare, che nasce dal fatto che gli impulsi provenienti dalla sinistra si intersecano con gli impulsi provenienti dalla destra. Se a qualcuno che chieda “dove sei, dunque?” volete rispondere secondo la realtà e non secondo la maya, non dovete dire “sono qui o là, nello spazio occupato dal mio corpo”, ma “sono lì dove il mio uomo di sinistra si incontra con il mio uomo di destra”. In realtà, siete solo questo. Esattamente come negli esseri che ho menzionato prima si incontrano in una superficie, come due metà differenti, l’elemento aereo e l’elemento acqueo, così nell’uomo si incontrano la sinistra e la destra, come due metà simili. Anche l’uomo in realtà è un essere di superficie, un piano, e la sua forma visibile è soltanto maya.


Ma da dove viene questa sua forma? L’uomo la ottiene dal fatto che si trova in mezzo a una sorta di battaglia fra due entità che si affrontano: una da destra, l’altra da sinistra. Se si guardasse spiritualmente ciò che vi è alla nostra sinistra, percepiremmo quell’essere come luce. Se avessimo una percezione spirituale di ciò che opera alla nostra destra, ne otterremmo una sensazione ben diversa. Noi esistiamo in realtà come uomo duplice, poiché da sinistra combatte l’entità luciferica e da destra quella arimanica.


Rudolf Steiner

O.O. 158 - Il mondo come risultato dei processi di equilibrio

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